30 dicembre – Dmitry Medvedev

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foto via Government.ru

“È triste che l’amministrazione Obama, che aveva iniziato ripristinando la cooperazione, stia esaurendo il proprio mandato in un’agonia anti-Russia. RIP”

Dmitry Medvedev

Il primo ministro russo, Dmitry Medvedev, ha commentato duramente la decisione del governo americano di imporre sanzioni contro la Russia e di espellere 35 funzionari russi dagli Stati Uniti. Le sanzioni sono una risposta al presunto coinvolgimento della Russia nei tentativi di influenzare le elezioni presidenziali statunitensi dello scorso novembre attraverso attacchi informatici al Partito Democratico e ad altre organizzazioni politiche.

I 35 funzionari, definite “persone non gradite”, sono accusate di avere lavorato come spie fingendosi diplomatici di vario livello. Il presidente russo Vladimir Putin ha definito “provocatoria” la decisione dell’amministrazione Obama, ma ha annunciato che per il momento non ci saranno ritorsioni.

 

29 dicembre – Vladimir Putin

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foto via Theguardian.com (AP)

“Ciò che tutti stavamo aspettando e per cui abbiamo lavorato duramente è avvenuto. […] Un vertice trilaterale tra i ministri degli Esteri di Russia, Turchia e Iran ha avuto luogo a Mosca, durante il quale tutti e tre i Paesi si sono assunti la responsabilità non solo di controllare ma anche di garantire l’avviamento di un processo di pace nella Repubblica Siriana”

Vladimir Putin

Il presidente russo Vladimir Putin ha confermato che il regime siriano di Bashar al Assad e i ribelli hanno accettato la sospensione dei combattimenti a partire dalla mezzanotte di venerdì 30 dicembre. L’obiettivo di questo cessate il fuoco è consentire l’avvio di negoziati politici che possano portare in Siria a una pace stabile e duratura.

Questi negoziati, ha annunciato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, si terranno ad Astana, in Kazakistan, e coinvolgeranno la Russia, la Turchia e l’Iran, oltre ai rappresentanti delle parti in conflitto nella guerra siriana.

 

28 dicembre – Mohamed Abdallah

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foto via Espresso.repubblica.it

“Sì, l’ho denunciato e l’ho consegnato agli Interni e ogni buon egiziano, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso”

Mohamed Abdallah

In un intervista all’edizione araba dell’Huffington Post, il capo del sindacato egiziano degli ambulanti, Mohamed Abdallah, ha confermato di aver segnalato Giulio Regeni ai servizi di sicurezza egiziani. “Faceva domande strane e stava con gli ambulanti per le strade, interrogandoli su questioni che riguardano la sicurezza nazionale”, ha affermato Abdallah. L’intervista è stata ripresa dall’Espresso, in un articolo firmato dal giornalista Brahim Maarad.

Regeni era un dottorando dell’Università di Cambridge che si trovava al Cairo per svolgere delle ricerche sui sindacati autonomi dei venditori di strada. È stato ucciso all’inizio di febbraio 2016, dopo essere stato rapito il 25 gennaio. Nonostante numerose evidenze indichino un coinvolgimento della polizia egiziana, gli investigatori italiani non sono ancora riusciti a identificare i colpevoli dell’omicidio.

 

27 dicembre – Ron Dermer

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foto via The Times of Israel

“Non resteremo a prendere calci sui denti senza rispondere”

Ron Dermer

Intervistato dalla CNN, l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Ron Dermer, ha affermato che Israele prenderà provvedimenti in seguito alla risoluzione ONU contro gli insediamenti israeliani. Nel corso dell’intervista, Dermer ha inoltre sostenuto che la risoluzione è stata orchestrata dal governo degli Stati Uniti e che di ciò Israele fornirà le prove alla nuova amministrazione americana.

Il 23 dicembre, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva approvato un provvedimento in cui veniva chiesto ad Israele di interrompere l’espansione dei propri insediamenti nei cosiddetti “territori occupati” palestinesi, definendo le colonie israeliane “una flagrante violazione del diritto internazionale” e un ostacolo alla pace tra Israele e Palestina. La risoluzione era passata anche grazie alla decisione degli USA, tradizionalmente molto vicini ad Israele, di astenersi dal voto anziché porre il proprio veto.

26 dicembre – Elton John

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foto via Twitter

“Sono in profondo shock. Ho perso un carissimo amico – un’anima estremamente gentile, generosa, oltre che un artista brillante”

Elton John

Durante la notte di Natale il cantante George Michael è morto a causa di un’insufficienza cardiaca. Aveva 53 anni e si trovava nella sua casa, in Inghilterra. Michael, il cui vero nome era Georgios Kyriacos Panayiotou, aveva raggiunto il successo mondiale negli anni ’80 come membro del duo pop Wham!, e in seguito come cantante solista.

Il cantante Elton John ha manifestato il proprio cordoglio per la perdita del collega e amico. Nel 1991, in occasione di un concerto al Wembley Stadium di Londra, i due artisti interpretarono insieme la canzone “Don’t Let the Sun Go Down on Me”, scritta dallo stesso Elton John insieme a Bernie Taupin. Questa versione del brano venne distribuita come singolo e ottenne un enorme successo internazionale.

24 dicembre – Barack Obama

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foto via Whitehouse.gov

“Domani, per l’ultima volta come First Family, ci uniremo ai nostri fratelli Cristiani di tutto il mondo per gioire della nascita del nostro Salvatore. E quando ci racconteremo la Sua storia in quella Notte Santa, ricorderemo anche il Suo messaggio eterno, un messaggio di amore, pietà e speranza senza confini”

Barack Obama

Barack e Michelle Obama hanno pubblicato il loro ultimo video di auguri natalizi dalla Casa Bianca. Gli Obama, oltre ad augurare buone feste a tutti gli americani, cristiani e non, hanno ringraziato le truppe statunitensi per il loro servizio e hanno invitato i cittadini a trovare modi per sostenerle attraverso il sito JoiningForces.gov.

La First Family, come da tradizione, sta trascorrendo le vacanze di Natale alle Hawaii e vi rimarrà fino al nuovo anno.

 

23 dicembre – Marco Minniti

foto via Formiche.net

“L’uomo ucciso a Sesto San Giovanni è senza dubbio Anis Amri”

Marco Minniti

Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha confermato durante una conferenza stampa al Viminale che Anis Amri, il principale sospettato dell’attentato terroristico di Berlino, è stato ucciso questa notte dalle forze di polizia italiane.

Amri, tunisino di 24 anni, era stato fermato da due agenti di polizia di fronte alla stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni, comune dell’hinterland milanese, per un controllo dei documenti. Secondo quanto affermato da Minniti, Amri avrebbe reagito sparando ed è stato quindi ucciso dagli agenti, che hanno risposto al fuoco. Uno dei due poliziotti è stato ferito alla spalla durante la sparatoria.


22 dicembre – Roberto Formigoni

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foto via Wikipedia

“Ritengo ingiusta la sentenza e la impugnerò”

Roberto Formigoni

Il Tribunale di Milano ha condannato a sei anni di carcere Roberto Formigoni, senatore di Ncd e ex governatore della regione Lombardia. Formigoni è stato ritenuto colpevole del reato di corruzione nell’ambito del processo che riguarda la fondazione sanitaria Salvatore Maugeri, e che vedeva coinvolte, oltre a Formigoni, altre nove persone.

Formigoni è stato invece assolto dall’altro capo di accusa di cui era imputato, associazione a delinquere. I legali di Formigoni hanno dichiarato che presenteranno ricorso in appello.

21 dicembre – Beppe Sala

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foto via Repubblica.it

“L’autosospensione è stata una buona decisione. Adesso posso tornare con energia nei miei poteri”.

Beppe Sala

Beppe Sala ha riferito in Consiglio comunale di aver revocato la propria autosospensione da sindaco di Milano, riprendendo così il proprio ruolo a capo della giunta. Durante il suo intervento ha chiarito le motivazioni che cinque giorni fa lo hanno spinto a rinunciare temporaneamente al suo incarico.

Sala è indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “Piastra dei servizi” per Expo, vicenda che risale a quando Sala era commissario unico dell’esposizione universale tenutasi a Milano lo scorso anno. I reati che lo riguarderebbero sono concorso in falso ideologico e falso materiale.