3 giugno – Tadamichi Yamamoto

Yamamoto, SRSG and Head of UNAMA, briefs journalist at the SCso.
foto via Unama.unmissions.org

«Chiedo a tutti di non rispondere alla violenza con altra violenza. L’attacco di oggi, condotto da chi mira a sfruttare questi momenti estremamente delicati per destabilizzare l’Afghanistan, segue l’enorme violenza di quest’ultima settimana in tutto il paese – a Khost, a Kabul e in altre province. In un clima di sofferenza così grave, è ora tempo di cercare unità e solidarietà»

Tadamichi Yamamoto

A Kabul, la capitale dell’Afghanistan, tre esplosioni hanno causato almeno sette morti e decine di feriti. L’attacco è avvenuto sabato mentre molte persone erano riunite per la cerimonia funebre di una vittima delle proteste antigovernative di venerdì scorso, scrive il New York Times.

L’attentato costituisce l’ennesimo episodio di violenza che ha segnato Kabul in questa settimana. Mercoledì l’esplosione di un camion nei pressi del palazzo presidenziale e delle sedi delle ambasciate straniere aveva ucciso circa 100 persone e provocato circa 500 feriti.

Venerdì si erano tenute a Kabul delle manifestazioni di protesta per chiedere le dimissioni del governo, accusato di non essere stato in grado di sventare l’attacco terroristico di due giorni prima. Le forze di sicurezza avevano sparato sui manifestanti per disperdere la folla che stava cercando di entrare nel palazzo presidenziale. Negli scontri almeno quattro persone erano rimaste uccise; tra queste, Salem Izidyar, il figlio del vicepresidente del Senato afghano.

È stato durante il funerale di Izidyar, a cui stavano partecipando più di mille persone, che si sono verificate le tre esplosioni, una dopo l’altra. “Dei barbari terroristi hanno trasformato un funerale in un mattatoio”, ha commentato Salahuddin Rabbani, ministro degli Esteri dell’Afghanistan, il quale era presente alla cerimonia.

Nessun gruppo avrebbe finora rivendicato la paternità dell’attacco. I talebani, attraverso un portavoce, hanno negato un loro coinvolgimento.

Per la seconda volta in due giorni, i vertici della missione delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) hanno rilasciato un appello all’unità e alla pace. «Chiedo a tutti di non rispondere alla violenza con altra violenza» ha invitato Tadamichi Yamamoto, segretario generale dell’UNAMA.

L’appello delle Nazioni Unite, scrive il New York Times, riflette il timore dei diplomatici occidentali che i recenti episodi di violenza possano aggravare le divisioni etniche all’interno del paese.

31 maggio – Ashraf Ghani

Afghanistan Ahmadzai Interview
foto via Dailymail.co.uk (AP Photo/Massoud Hossaini)

«I terroristi, persino nel mese sacro del Ramadan, il mese della purezza, della benedizione e della preghiera, non interrompono le uccisioni della nostra gente innocente»

Ashraf Ghani

Con queste parole il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha condannato l’attentato terroristico avvenuto mercoledì mattina a Kabul. Almeno 83 persone sono state uccise (e più di 460 sono rimaste ferite) a seguito di una esplosione nell’area delle ambasciate della capitale afghana.

Lo scoppio ha avuto luogo vicino alle ambasciate di Stati Uniti e Germania, e non distante dal quartier generale della Nato. Stando a quanto riporta il Guardian, non è ancora chiaro quale fosse l’obiettivo dell’attentato.

La bomba, contenuta in un’autocisterna, è detonata durante l’ora di punta della capitale, quando le strade di Kabul erano affollate di pendolari. Si ritiene che la maggior parte delle vittime siano civili.

Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’attentato, sebbene sia Isis che i talebani abbiano già compiuto nella capitale afghana attacchi su larga scala. L’estate scorsa un attacco suicida organizzato dallo Stato Islamico aveva causato circa cento morti durante una protesta a Kabul.

foto via Apnews.com

In serata, i servizi di intelligence afghani hanno attribuito la responsabilità della strage alla Rete Haqqani, un gruppo di insurrezionalisti islamici attivo in Afghanistan e Pakistan e molto vicino ai talebani.