20 febbraio – Serge Tissot

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foto via Fao.org

“La carestia è divenuta una tragica realtà in alcune parti del Sudan del Sud e le nostre peggiori paure si sono realizzate. Molte famiglie hanno esaurito tutte le risorse che avevano per sopravvivere.

Le persone sono per la maggior parte contadini e la guerra ha bloccato l’agricoltura. Hanno perso il loro bestiame e persino i loro attrezzi agricoli. Per mesi hanno fatto completo affidamento su qualunque pianta riuscissero a trovare e su qualunque genere di pesce riuscissero a pescare”

Serge Tissot

Serge Tissot, rappresentante della Fao (l’organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura) nel Sudan del Sud, ha descritto così lo stato di emergenza in cui si trovano molte regioni del paese centrafricano. Secondo un rapporto rilasciato dal governo e da alcuni organi dell’Onu, circa 100mila persone stanno affrontando una gravissima carestia, e altri 4,9 milioni di abitanti (più del 40% della popolazione complessiva del Sudan del Sud) hanno bisogno urgente di provviste di cibo e di mezzi per rilanciare l’agricoltura.

Quello del Sudan del Sud è il primo caso di carestia che viene annunciato dal 2011, anno in cui la Somalia attraversò una grave crisi alimentare che causò la morte per fame di circa 250mila persone. La produzione alimentare del Sudan del Sud è crollata in seguito alla violenta guerra civile che ha travagliato il paese negli ultimi tre anni. Il conflitto ha provocato anche una rapidissima inflazione caratterizzata da un tasso annuale dell’800%, e  di conseguenza la popolazione sì è trovata di fronte a un brusco aumento dei prezzi dei generi alimentari di base.