9 giugno – Theresa May

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foto via Abc.net.au

«Quello di cui il paese ha bisogno più di tutto sono delle certezze e, avendo ottenuto il maggior numero di voti e il maggior numero di seggi alle elezioni, è chiaro che solo il Partito Conservatore e il Partito Unionista hanno la legittimazione e la possibilità di fornire quelle certezze, disponendo di una maggioranza nella Camera dei Comuni»

Theresa May

All’indomani delle elezioni politiche nel Regno Unito, in un discorso tenuto di fronte alla sua residenza di Downing Street, la prima ministra britannica Theresa May ha annunciato che proverà a formare un nuovo governo, fondato su un’alleanza politica tra il Partito Conservatore e il Partito Democratico Unionista (DUP).

Le elezioni di ieri nel Regno Unito hanno sancito la perdita della maggioranza parlamentare da parte dei Conservatori: il partito guidato da Theresa May è infatti passato dai 330 seggi di cui disponeva nella Camera dei Comuni a 318, meno del numero necessario (326) per poter governare da soli.

Nonostante il Partito Conservatore si sia confermato il primo partito del Regno Unito, il risultato elettorale rappresenta una sconfitta politica per May. Ad aprile, la prima ministra aveva indetto le elezioni anticipate nella speranza di aumentare il peso dei Conservatori nella Camera dei Comuni e di rafforzare la propria leadership all’interno del partito, per poter affrontare i trattati su Brexit con l’Unione europea da una posizione politicamente più solida. Tale speranza era confortata dall’ampio vantaggio di cui due mesi fa, secondo i sondaggi, godeva il Partito Conservatore nei confronti del secondo partito del Regno Unito, il Partito Laburista: circa +20%.

La campagna elettorale non è andata però come ipotizzato dai Conservatori: il Labour, guidato dal suo leader Jeremy Corbyn, ha ridotto di molto il distacco iniziale, conducendo una grande rimonta nel corso delle ultime settimane e arrivando ad ottenere 262 seggi e uno dei suoi migliori risultati negli ultimi 15 anni in termini di voti assoluti.

Come nota il Post, nei titoli dei giornali britannici che commentano il risultato delle elezioni ricorre molto la parola “gamble” (“azzardo”) e “fail” (“fallimento”).

«Theresa May ha indetto queste elezioni nell’interesse del suo partito, non del nostro paese» ha commentato Corbyn in un video rivolto ai suoi elettori. «Ma ha sottovalutato il Partito Laburista, e soprattutto ha sottovalutato voi».

Questo invece è il video del discorso di Theresa May.

Lo abbiamo tradotto in italiano:

«Ho appena incontrato Sua Maestà la Regina e ora formerò un governo.

Un governo che sia in grado di fornire sicurezze e di guidare la Gran Bretagna attraverso questo periodo critico per il nostro paese.

Questo governo guiderà il paese nei cruciali negoziati su Brexit che cominceranno fra soli 10 giorni e prenderà decisioni in accordo con la volontà del popolo inglese portando il Regno Unito fuori dall’Unione europea.

Lavorerà per mantenere la nostra nazione al sicuro attraverso quei cambiamenti che ho annunciato in seguito ai terribili attentati di Manchester e Londra, reprimendo l’ideologia dell’estremismo islamico e tutti coloro che la condividono, e conferendo alla polizia e alle autorità i poteri di cui necessitano per difendere il nostro paese.

Il governo che guido porrà giustizia e opportunità al centro di tutto ciò che farà, in modo da mantenere, tutti insieme, la promessa di Brexit e costruire nei prossimi cinque anni un paese in cui nessuna persona e nessuna comunità sia lasciata indietro, un paese in cui prosperità e opportunità siano condivise in tutto questo Regno Unito.

Quello di cui il paese ha bisogno più di tutto sono delle certezze e, avendo ottenuto il maggior numero di voti e il maggior numero di seggi alle elezioni, è chiaro che solo il Partito Conservatore e il Partito Unionista hanno la legittimazione e la possibilità di fornire quelle certezze, disponendo di una maggioranza nella Camera dei Comuni.

Continueremo a lavorare insieme ai nostri amici ed alleati, specialmente del Partito Democratico Unionista. I nostri due partiti godono da molti anni di una relazione forte e questo mi fa ben sperare nella nostra capacità di lavorare insieme nell’interesse di tutto il Regno Unito. Ciò ci consentirà di unirci come paese e di indirizzare le nostre energie verso un ottimo accordo su Brexit che funzioni per ognuno in questo paese, garantendoci un nuovo rapporto di cooperazione con l’Unione europea che ci assicuri prosperità a lungo termine.

Questo è ciò per cui la gente ha votato lo scorso giugno, e questo è ciò che otterremo. Ora mettiamoci al lavoro»

22 aprile – Guy Verhofstadt

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foto via Politico.eu

“Quelle che sono state promosse come ‘elezioni su Brexit’ sono in realtà un tentativo di presa di potere da parte dei Tories, che sperano di trarre vantaggio da un Partito laburista apparentemente in confusione per assicurarsi altri cinque anni di potere prima che la realtà di Brexit inizi a fare male. L’elezione di un numero maggiore di parlamentari conservatori offrirà a May più possibilità di ottenere un miglior accordo su Brexit? Per coloro che siedono al tavolo delle trattative di Bruxelles ciò è irrilevante. I funzionari inglesi rappresenteranno i cittadini del Regno Unito nei negoziati a prescindere dal numero dei parlamentari dei Tories”

Guy Verhofstadt

Il coordinatore del Parlamento europeo per Brexit, Guy Verhofstadt, ha attaccato duramente il primo ministro inglese Theresa May e la sua decisione di indire elezioni politiche anticipate per il prossimo 8 giugno. In un articolo intitolato “Don’t believe Theresa May. The election won’t change Brexit one bit”, pubblicato sul giornale inglese The Guardian, Verhofstadt ha definito “priva di senso” la tesi, sostenuta dallo stesso primo ministro britannico, per cui una vittoria dei conservatori alle elezioni di giugno conferirebbe maggior potere contrattuale a May nei negoziati sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

Con una punta di ironia, Verhofstadt, che è stato primo ministro del Belgio dal 1999 al 2008, ed è attualmente presidente del gruppo ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) al Parlamento europeo, ha scritto: “In quanto belga, ho da sempre una passione per il surrealismo. Il mio collega, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, la scorsa settimana ha suggerito che il copione [delle ultime vicende inglesi] avrebbe potuto essere scritto da Alfred Hitchcock. Per me è più simile all’arte ultraterrena di Magritte”.

Secondo Verhofstadt, non ci sarebbe alcuna garanzia che “un pizzico di parlamentari conservatori in più sugli scranni delle seconde file del Parlamento” possa modificare l’esito delle trattative su Brexit tra il governo britannico e i rappresentanti dell’Unione. “La teoria sostenuta da alcuni, per cui May ha chiesto elezioni anticipate per assicurarsi un accordo migliore con l’Ue, è priva di senso. Possiamo concludere solo che molti politici inglesi e i mezzi di informazione ancora non afferrino come funzioni l’articolo 50”.

“Spero che queste elezioni portino a un dibattito onesto sulle conseguenze amare di Brexit”, ha concluso Verhofstadt. “Forse allora la nebbia del surrealismo che ha inghiottito i ministri del Regno Unito si sarà diradata e potremo così avere una discussione seria sui nostri rapporti, che spero siano molto stretti”.

19 aprile – Tony Blair

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foto via Rt.com

“Da sei a nove mesi da oggi, Brexit apparirà sotto una luce diversa. Quello che il primo ministro [Theresa May] arriverà a capire quando riceverà informazioni sempre più dettagliate su Brexit è che i negoziati saranno tremendamente complessi non solo in termini tecnici, ma anche politici. [Theresa May] ha bisogno di un Parlamento che difenda qualunque accordo lei presenti, o addirittura l’assenza di un accordo”

Tony Blair

In un articolo pubblicato sul sito della propria fondazione, Tony Blair, ex primo ministro del Regno Unito ed ex leader del Partito laburista inglese, ha messo per iscritto la propria opinione a proposito della decisione del governo britannico di andare a elezioni anticipate e degli scenari politici che tale decisione aprirà. Secondo Blair, il primo ministro Theresa May avrebbe chiesto al Parlamento di indire le elezioni per il prossimo giugno (anziché per la primavera del 2020, scadenza naturale della legislatura) nella speranza di sostituire l’attuale Parlamento con uno dotato di una maggioranza “più apertamente entusiasta” nei confronti di Brexit. L’articolo di Blair è stato parzialmente tradotto in italiano dal Corriere della Sera.

Se il piano di May dovesse concretizzarsi, afferma Blair, “il danno per il paese sarebbe enorme”: “Rischiamo di ritrovarci con un Parlamento squilibrato nella sua composizione, con una schiacciante maggioranza dei Tories [i membri del Partito conservatore inglese], in parte dovuta non ai meriti intrinseci di Brexit o degli stessi Tories, ma alla condizione in cui versa il Partito laburista”. Secondo Blair, il rischio che gli inglesi devono scongiurare è che May ottenga un mandato per una “Brexit ad ogni costo”. Occorre quindi che nella Camera dei comuni (la camera elettiva del Parlamento inglese) vengano eletti rappresentanti “che tengano come minimo una mentalità aperta”.

“Per questo c’è bisogno che, in ogni collegio elettorale, l’elettorato sappia qual è la posizione [su Brexit] di ogni candidato, e che la mobilitazione di migliaia di elettori in ogni collegio renda chiaro che per loro questo tema sarà determinante quando sarà il momento di votare”.