8 luglio – Vladimir Putin

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foto via Theguardian.com

«Il Trump che appare in tv è molto diverso da quello reale. È assolutamente concreto, percepisce l’interlocutore in modo adeguato, analizza rapidamente, risponde alle domande poste e agli elementi che sorgono nel corso del dibattito»

Vladimir Putin

Al termine del secondo giorno di summit del G20, il Presidente russo Vladimir Putin ha parlato alla stampa dell’incontro avvenuto ieri con il Presidente americano Donald Trump; sicuramente l’evento più atteso e che ha catalizzato maggiormente l’attenzione dei media di tutto il mondo.

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Il Presidente russo Vladimir Putin stringe la mano al Presidente americano Donald Trump (foto via Theguardian.com/Tass)

Putin ha affermato che la sua controparte gli ha rivolto numerose domande circa il presunto coinvolgimento russo nelle ultime elezioni americane. Il leader del Cremlino ha detto che le sue risposte sembrano aver soddisfatto Trump, ma che sarebbe comunque più opportuno chiedere al Presidente americano quali siano state le sue impressioni.

 «Trump ha fatto molte domande su questo argomento», ha detto Putin, «Io, per quanto ho potuto, ho risposto a queste domande. Mi sembra che abbia accolto favorevolmente queste risposte e si è mostrato d’accordo, ma in realtà è meglio chiedere direttamente a lui cosa ne pensa». A una richiesta più insistente della stampa su cosa esattamente Trump gli avesse chiesto, il leader russo ha risposto: «Ha cominciato a porre domande precise; era davvero interessato a conoscere i dettagli particolari. Io, per quanto possibile, gli ho risposto in modo abbastanza dettagliato».

Putin ha poi proseguito: «Credo che non sia del tutto appropriato da parte mia rivelare i dettagli della mia discussione con il signor Trump. Lui ha fatto delle domande, io gli ho risposto. Ha fatto domande precise, a cui io ho risposto. Mi sembrava che fosse soddisfatto di quelle risposte».

Da tempo si vocifera di una presunta vicinanza tra i leader delle due potenze, che tuttavia non si erano mai incontrati di persona, fino a ieri. Prima del G20 di Amburgo, infatti, Putin e Trump avevano avuto soltanto alcune conversazioni telefoniche, ma niente di più.

«Quanto ai rapporti a livello personale, credo che li abbiamo già stabiliti» ha detto Putin, che ha colto l’occasione per elogiare alcune delle qualità personali del Presidente americano, «Il Trump che appare in tv è molto diverso da quello reale. È assolutamente concreto, percepisce l’interlocutore in modo adeguato, analizza rapidamente, risponde alle domande poste e agli elementi che sorgono nel corso del dibattito».

«Mi sembra che se costruiamo i nostri rapporti nel ​​modo in cui abbiamo impostato la nostra conversazione di ieri, allora abbiamo tutti i motivi per credere che possiamo, almeno in parte, ripristinare il livello di cooperazione di cui abbiamo bisogno» ha detto in conclusione Putin.

18 marzo – Michel Sapin

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foto via Presstv.ir

“Sono dispiaciuto che i dibattiti di oggi non abbiano portato a una conclusione soddisfacente su due priorità [il cambiamento climatico e il libero scambio n.d.r.] che sono assolutamente essenziali nel mondo attuale”

Michel Sapin

Al termine del G20 che si è tenuto in questi giorni ad Amburgo, in Germania, il Ministro delle finanze francese, Michel Sapin, ha sottolineato l’assenza di indicazioni sulla lotta al cambiamento climatico e sul libero scambio, nel comunicato conclusivo sottoscritto da tutti i Paesi partecipanti.

Come riporta Reuters, in effetti, sembra che Stati Uniti, Arabia Saudita e alcuni altri Paesi abbiano spinto perché i riferimenti a politiche sul cambiamento climatico fossero limitati. Nel testo si legge: “Noi riaffermiamo il nostro proposito di razionalizzare ed eliminare, nel medio periodo, gli inefficienti sussidi ai combustibili fossili che incoraggiano gli sprechi”. Soltanto lo scorso anno, sotto la presidenza cinese, il G20 invitava invece a sottoscrivere e rispettare gli accordi di Parigi sul clima.

L’altro punto sottolineato da Sapin riguarda il libero scambio: il comunicato di Amburgo, a differenza di tutti gli altri, non presenta un esplicito rifiuto del protezionismo. Il Ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, in conferenza stampa, ha spiegato: “Non è che non fossimo d’accordo. Non ci sono dubbi che siamo tutti contrari al protezionismo. Tuttavia, non è molto chiaro che cosa ciò significhi per ciascuno dei ministri”. Secondo “Il Sole 24 Ore”, il generico “lavoriamo per rafforzare il contributo del commercio alle nostre economie” che si trova sul comunicato conclusivo, al posto del consueto “resistere a tutte le forme di protezionismo”, sarebbe sintomo della divisione tra gli Usa e gli altri Paesi.