21 luglio – Enzo Bianco

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foto via Siciliajournal.it

«A Catania, in Sicilia, una terra in cui in ogni famiglia ci sono state storie d’emigrazione, in questi anni abbiamo accolto migliaia di disperati in fuga dalla guerra e dalla fame, persone salvate dalla morte dalle navi europee nel Mediterraneo e che spesso hanno perduto uno o più familiari attraversando il mare… Parlare di “difesa dell’Europa” non è solo demagogico e strumentale, è indegno»

Enzo Bianco

Quest’oggi, il The Guardian riporta le parole del sindaco di Catania, Enzo Bianco. Questi ha chiesto alle autorità portuali della città di impedire l’approdo della nave di un gruppo populista di estrema destra, il cui scopo è «difendere l’Europa» e «dare la caccia ai suoi nemici», i migranti.

Il movimento, diffusosi dal 2002 in vari paesi europei (Francia e Germania, in primis, ma anche Austria e Inghilterra), ha affitato un’imbarcazione di 40 metri per dare risalto al proprio messaggio anti-islam, anti-immigrazione e ostile alle ONG impegnate per salvare la vita ai migranti. L’obiettivo è, soprattutto, interferire con i soccorsi umanitari scorso, rendendo più complicate le operazioni, ad esempio rallentando le navi delle ONG oppure indicando alla guardia costiera libiche dove si trovano i barconi dei migranti da intercettare e portare in Libia. Qui, com’è stato documentato, la situazione è fuori controllo, dove i migranti sono merce per il mercato di schiavi che si è sviluppato.

Come il The Guardian nota nell’articolo sopracitato, l’iniziativa del movimento razzista giunge proprio nei giorni di nuova grave crisi tra l’Italia e l’Europa per quel che riguarda la gestione dei migranti. L’Italia sta vagliando se richiedere l’applicazione della direttiva 2001/55, per il rilascio di visti umanitari; l’Austria ha già risposto  minacciando la chiusura del Brennero, i paesi del gruppo di Visegrád (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria), invece, hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio Gentiloni, invitandolo a fermare il flusso migratorio proprio in Libia.

2 febbraio – Donald Tusk

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foto via Rainews.it (GettyImages)

“L’Unione europea ha dimostrato di essere capace di chiudere le rotte di migrazioni irregolari, come ha fatto nella rotta del mediterraneo orientale. Ora è tempo di chiudere la rotta dalla Libia all’Italia. Ho parlato a lungo col premier Gentiloni ieri e posso assicurare che possiamo riuscirci. Quello che serve è la piena determinazione a farlo. Lo dobbiamo prima di tutto a chi soffre e rischia la vita, ma lo dobbiamo anche agli italiani e a tutti gli europei”

Donald Tusk

Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, si è dichiarato ottimista sulle possibilità di fermare i traffici di esseri umani nel mediterraneo centrale. Tusk ha incontrato oggi a Bruxelles Fayez al-Sarraj, primo ministro del Governo di Accordo Nazionale della Libia, il paese da cui solo l’anno scorso sono partiti 181 mila migranti diretti verso l’Italia.

“La Libia ha svolto il suo ruolo e continuerà a farlo, malgrado il prezzo che stiamo pagando” ha affermato a sua volta al-Sarraj. “Abbiamo molti morti, molte persone ferite e disabili a causa della battaglia contro il terrorismo. Speriamo che il meccanismo Ue per aiutare la Libia sarà più pratico: non parliamo dell’ammontare di denaro, si tratta di cifre molto piccole. Bisogna essere seri a sufficienza, in modo da poter stabilizzare la situazione, insieme”. Domani a La Valletta (Malta) si terrà un vertice informale tra i capi di Stato e di governo dell’Unione europea per discutere proprio della gestione delle rotte migratorie.