8 settembre – Jens Stoltenberg

Jens Stoltenberg holder pressekonferanse om sin nye bok §'Min historie» lørdag formiddag.
foto via Norwaytoday.info

«[Il mondo oggi] è più imprevedibile, ed è più complesso perché ci sono così tante sfide allo stesso tempo. C’è la moltiplicazione di armi di distruzione di massa in Corea del Nord, ci sono i terroristi, l’instabilità, e c’è una Russia più risoluta. È un mondo più pericoloso»

Jens Stoltenberg

Il Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha detto che la situazione mondiale attuale, a causa dell’elevato numero di minacce congiunte, è la più pericolosa che si sia mai verificata da una generazione a questa parte. Intervistato dal quotidiano inglese The Guardian, alla domanda se avesse mai vissuto dei tempi più pericolosi nei suoi trent’anni di carriera, Stoltenberg ha risposto: «È più imprevedibile, ed è più complesso perché ci sono così tante sfide allo stesso tempo… È un mondo più pericoloso».

Il Segretario della NATO si trovava in visita in Estonia, nella base militare di Tapa, a circa 120 km dal confine con la Russia. La visita di Stoltenberg nel Paese baltico non è stata casuale: a partire da giovedì prossimo, per i sei giorni successivi, è previsto che gli eserciti di Russia e Bielorussia prendano parte a quella che probabilmente costituirà la più grande esercitazione militare dalla guerra fredda. Circa 100mila unità, tra soldati, personale di sicurezza e funzionari civili, nei prossimi giorni saranno attivi ai confini dell’Unione europea intorno al Mar Baltico, nella Russia occidentale, in Bielorussia e nell’exclave russa di Kaliningrad, senza la supervisione richiesta dai trattati internazionali.

Il tutto mentre dall’altra parte del pianeta, spiega il Guardian, nonostante le proteste locali, il governo della Corea del Sud ha installato il controverso sistema di difesa missilistica THAAD, in dotazione all’esercito statunitense, per contrastare potenziali attacchi che in futuro potrebbero provenire dalla Corea del Nord, che di recente ha lanciato dei missili balistici sopra il Giappone, ha minacciato di colpire l’isola di Guam, nel Pacifico occidentale, e ha testato una presunta testata termonucleare.

Alla domanda se le recenti dichiarazioni bellicose del presidente americano Donald Trump abbiano rischiato di esacerbare la già tesa situazione nel sud-est asiatico, come sostenuto da alcuni, Stoltenberg si è limitato a rispondere: «Se iniziassi a fare speculazioni sulle opzioni militari possibili non farei altro che aggiungere incertezza e difficoltà alla situazione attuale, quindi ritengo che il mio compito sia di esimermi dal farlo… Penso che la cosa importante oggi sia cercare di capire come creare una situazione in cui trovare una soluzione politica alla crisi».

31 luglio – Mike Pence

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foto via Nbcnews.com

«Siamo uniti. Una NATO forte e unita è oggi più necessaria che in qualsiasi altro momento dalla caduta del comunismo un quarto di secolo fa e nessuna minaccia appare più grande per gli stati baltici dello spettro di un’aggressione da parte del vostro imprevedibile vicino dell’Est»

Mike Pence

La visita del Vice-Presidente degli Stati Uniti Mike Pence in Europa Orientale non poteva capitare in un momento più critico per le relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia. Dopo la decisione assunta dal Congresso americano di approvare un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca, ieri il Presidente Vladimir Putin ha ordinato l’espulsione di 755 membri del corpo diplomatico statunitense dal suolo russo.

Pence era oggi a Tallinn, capitale dell’Estonia, dove ha incontrato i leader dei tre Paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania). Fino alla caduta del comunismo, tutti e tre questi stati facevano parte dell’Unione Sovietica, anche se, una volta ottenuta l’indipendenza, hanno deciso di avvicinarsi all’orbita americana, entrando ufficialmente nella NATO. Non è un mistero che questi tre Paesi percepiscano la Russia come la principale minaccia alla propria sicurezza. Similmente, anche Montenegro e Georgia, i prossimi due Paesi che Pence visiterà domani e dopo, condividono il timore di un’ingerenza di Mosca nella propria sfera politica.

Lo scopo della visita del Vice-Presidente Pence è rassicurare gli alleati della vicinanza degli Stati Uniti e della volontà di Washington di provvedere militarmente alla loro difesa. L’amministrazione Trump, che agli inizi aveva più volte definito la NATO un’alleanza obsoleta, sembra adesso intenzionata a riaffermare il proprio impegno in Europa.

«Sotto il Presidente Trump, gli Stati Uniti d’America rifiuteranno ogni tentativo di usare la forza, la minaccia, l’intimidazione o altre forme di influenza maligna verso gli stati baltici o contro qualsiasi altro dei nostri alleati» ha affermato Pence. In precedenza, lo stesso Vice-Presidente, aveva scritto su Twitter: «L’America per prima (America First, motto della campagna elettorale) non significa l’America da sola».

«Siamo uniti. Una NATO forte e unita è oggi più necessaria che in qualsiasi altro momento dalla caduta del comunismo un quarto di secolo fa e nessuna minaccia appare più grande per gli stati baltici dello spettro di un’aggressione da parte del vostro imprevedibile vicino dell’Est», ha detto Pence, riferendosi chiaramente alla Russia. Ha poi continuato: «In questo preciso momento, la Russia cerca di riscrivere i confini internazionali attraverso la forza, di indebolire la democrazia negli stati sovrani, di dividere le nazioni libere dell’Europa una contro l’altra».

Il messaggio del Vice-Presidente è chiaro: l’Articolo 5 della NATO non è in discussione, così come l’impegno militare americano. «Per essere chiari, noi speriamo in giorni migliori, in relazioni migliori con la Russia, ma le recenti azioni diplomatiche assunte da Mosca non indeboliranno l’impegno degli Stati Uniti d’America di provvedere alla sicurezza dei nostri alleati, alla sicurezza delle nazioni di tutto il mondo che amano la libertà», ha detto Pence al termine della conferenza stampa.

10 luglio – Jens Stoltenberg

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foto via Nato.int

«Lasciatemelo dire qui, nel Parlamento sovrano del popolo ucraino. La NATO non riconosce, e non riconoscerà, l’annessione illegale e illegittima della Crimea da parte della Russia. La Russia, e questo lo sapete meglio di chiunque altro, sta cercando di destabilizzare l’Ucraina, attraverso il suo appoggio ai combattenti a est, i suoi attacchi informatici, la disinformazione e non da ultimo attraverso la presenza di forze russe nell’Ucraina orientale. Questo deve finire. L’Europa e il Nord America sono uniti nella loro condanna delle azioni russe e nell’appoggio continuo alle sanzioni economiche. La Russia deve ritirare le proprie forze e i propri mezzi militari dal territorio sovrano, e riconosciuto a livello internazionale, dell’Ucraina»

Jens Stoltenberg

Il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg ha tenuto un discorso al Parlamento ucraino (Verchovna Rada), durante il quale ha ribadito l’impegno dell’organizzazione atlantica nella difesa della sovranità dell’Ucraina e ha condannato i tentativi della Russia di «destabilizzare» la regione.

Come ha enfatizzato lo stesso Stoltenberg, è stata la prima volta che un Segretario Generale della NATO ha potuto rivolgersi alla Rada. La visita di Stoltenberg e dei membri del Consiglio Atlantico a Kiev è coincisa con il ventesimo anniversario dell’atto costitutivo di una distinctive partnership tra l’Ucraina e la NATO. Con tale accordo, sancito durante il summit della NATO a Madrid nel 1997, furono chiariti i principi chiave che avrebbero regolato lo sviluppo delle future relazioni tra le due parti.

Stoltenberg, che ricopre il ruolo di Segretario Generale dal 1 ottobre 2014, e che in precedenza è stato primo ministro della Norvegia per due mandati, ha rivolto parole molto dure contro le attività militari della Russia in Crimea e nel Donbass, la regione dell’Ucraina orientale che nel 2014, anche grazie al decisivo intervento della Russia, si è unilateralmente separata dal resto dell’Ucraina. «Oggi siamo qui per manifestare la nostra solidarietà all’Ucraina e per sottolineare il nostro sostegno alla sua sovranità e alla sua integrità territoriale» ha detto il Segretario.

«L’annessione della Crimea da parte della Russia è stata un colpo terribile per l’Ucraina. […] È stata la prima volta dalla seconda guerra mondiale che un paese europeo ha annesso con la forza parte di un altro paese. Ha indebolito decenni di progressi compiuti da tutte le nazioni, Russia compresa, nella fondazione di un ordine internazionale basato su delle regole, dove i confini vengano rispettati e dove tutte le nazioni rifiutino l’idea che un paese debba essere in dovere nei confronti di un altro, all’interno di una “sfera di influenza”».

 

«La Russia deve ritirare le proprie forze e i propri mezzi militari dal territorio sovrano, e riconosciuto a livello internazionale, dell’Ucraina» ha ammonito Stoltenberg. «Agli osservatori dell’OSCE [l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa] deve essere garantito accesso completo e senza impedimenti all’intera Ucraina, e gli accordi di Minsk devono essere implementati da tutte le parti in causa».

Stoltenberg ha anche fatto intendere che la NATO sarebbe pronta ad accogliere formalmente al suo interno lo stato ucraino. «L’Ucraina […] ha il diritto di scegliere le disposizioni per la propria sicurezza. Il mese scorso, la NATO ha accolto il Montenegro come 29° membro della nostra Alleanza. Questo mostra che le porte della NATO rimangono aperte».

Il Segretario Generale ha però precisato che «la strada per l’adesione alla NATO non è semplice», e ha esortato l’Ucraina a compiere delle riforme sostanziali per «realizzare pienamente il suo potenziale».

«[L’Ucraina] deve rafforzare le proprie istituzioni, e deve liberarsi del cancro della corruzione. La corruzione, l’inerzia e la resistenza alle riforme ostacolano la strada del vero cambiamento e di un futuro sicuro e prospero per il popolo ucraino. Avete già compiuto notevoli progressi, ma c’è ancora una strada molto lunga da percorrere».

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Il Segretario Generale Jens Stoltenberg insieme al presidente ucraino Petro Poroshenko (foto via Ansa.com – ANSA/EPA)

18 febbraio – Mike Pence

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foto via Timesofisrael.com

“Continueremo a fare la nostra parte per aiutare i nostri alleati in Europa e nella Nato, ma la difesa dell’Europa richiede il vostro impegno, oltre al nostro. La promessa di farsi carico dell’onere della nostra difesa è stata disattesa da troppi, per troppo tempo. Questo fatto erode le fondamenta della nostra alleanza”

Mike Pence

Intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza in corso a Monaco (Germania), il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence ha esortato i governi dei paesi membri della Nato a contribuire maggiormente alle spese per la difesa. Pence ha ricordato che gli Stati della Nato hanno sottoscritto un accordo secondo cui ognuno dovrà arrivare a destinare, entro il 2024, il 2% del proprio prodotto interno lordo alle spese per la difesa, un traguardo finora raggiunto solo da cinque Stati. “Il presidente Trump si aspetta che tutti i paesi alleati rispettino questo impegno” ha affermato Pence. “Per la maggior parte di essi è arrivato il momento di fare di più”.

Durante il suo discorso, il vicepresidente Usa ha però anche voluto rassicurare i leader europei circa il proseguimento dell’impegno degli Stati Uniti nella Nato (impegno che ha definito “incrollabile”), e ha pronunciato parole dure contro le mire espansionistiche della Russia nell’Ucraina orientale, fonte di preoccupazione per molti paesi del vecchio continente.