26 giugno – Arlene Foster

Arlene-Foster-elected-as-leader-of-the-Democratic-Unionist-Party
foto via Mirror.co.uk

«Oggi abbiamo raggiunto un risultato che è positivo per il Regno Unito, positivo per l’Irlanda del Nord e che permette alla nostra nazione di andare avanti per affrontare le sfide future»

Arlene Foster

Le elezioni nazionali dell’8 giugno avevano lasciato la premier uscente Theresa May in grande difficoltà. Il suo Partito Conservatore, infatti, non soltanto aveva perso 13 seggi rispetto alle elezioni precedenti, ma si era ritrovato addirittura senza la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni. L’unico partito in grado di fornire l’apporto necessario alla creazione di un nuovo governo May era il Partito Unionista Democratico (DUP) dell’Irlanda del Nord.

Oggi, dopo due settimane di negoziati, al termine di una riunione svoltasi presso il numero 10 di Downing Street, l’intesa tra i due partiti è stata raggiunta. Il testo dell’accordo di governo, della lunghezza di tre pagine, firmato dal deputato conservatore Gavin Williamson e dal deputato unionista Jeffrey Donaldson, è stato successivamente pubblicato su internet.

3000
La premier Theresa May stringe la mano ad Arlene Foster, leader del Dup, fuori da Downing Street (foto via Theguardian.com/Carl Court)

La leader del Dup, Arlene Foster, al termine della riunione, ha parlato ai giornalisti presenti a Downing Street. «A seguito dei risultati delle elezioni generali e del mandato affidatoci dal popolo dell’Irlanda del Nord, siamo stati in trattativa con il Partito Conservatore per vedere come fosse possibile sostenere il governo conservatore di minoranza in Parlamento» ha esordito la Foster, che ha continuato: «Oggi abbiamo raggiunto un accordo con il Partito Conservatore sul sostegno al governo in Parlamento. Questo accordo opererà per fornire un governo stabile nell’interesse nazionale del Regno Unito in questo momento vitale».

Dopo questa intoduzione, la leader del Dup ha parlato dell’accordo in maniera più specifica: «Come parte del nostro accordo politico, entrambe le parti hanno convenuto che non ci sarà alcun cambiamento per le pensioni “triple lock” e la natura universale del pagamento del combustibile invernale in tutto il Regno Unito. Siamo d’accordo a rispettare l’impegno della Nato di spendere il 2% del PIL per le forze armate e siamo inoltre impegnati a rispettare il Patto delle Forze Armate e la sua implementazione in tutto il Regno Unito».

L’intesa giunge, tuttavia, a caro prezzo per Theresa May. In cambio dell’appoggio esterno al governo, il Dup ottiene un finanziamento complessivo di 1,5 miliardi di sterline (circa 1,7 miliardi di euro) a favore dell’Irlanda del Nord; soldi che dovranno essere usati per dare impulso all’economia della regione e favorire gli investimenti in nuove infrastrutture, nell’educazione e nella sanità. A darne l’annuncio è la stessa Arlene Foster: «Accogliamo con favore questo sostegno finanziario di 1 miliardo di sterline nei prossimi due anni, oltre a fornire nuova flessibilità sui quasi 500 milioni precedentemente promessi all’Irlanda del Nord».

 

«Saluto questo accordo che ci permetterà di lavorare assieme nell’interesse dell’intero Regno Unito, per darci la certezza di cui abbiamo bisogno mentre ci apprestiamo ad uscire dall’Unione Europea, e aiutarci a costruire una società più forte ed equa» è il comunicato rilasciato, invece, da Theresa May che, archiviata la trattativa per il nuovo governo, può ora concentrarsi sul negoziato ben più importante con l’Unione Europea riguardante la Brexit.

La premier britannica ha poi affermato: «L’accordo chiarisce che restiamo fermi nel nostro impegno espresso nell’accordo del Venerdì santo e nei seguenti, e nel governare negli interessi di tutte le parti della comunità in Irlanda del Nord». L’esortazione della May riguarda la necessità per le forze politiche dell’Irlanda del Nord di raggiungere un’intesa che dia a Belfast un governo locale di unità nazionale, entro la scadenza stabilita da Londra del 29 giugno.

Adesso, dopo l’accordo tra la May e la Foster, il programma politico della legislatura, pronunciato la scorsa settimana dalla Regina Elisabetta, può finalmente essere sottoposto all’esame del Parlamento. Il voto è previsto per mercoledì o giovedì.

9 giugno – Theresa May

theresa may bis
foto via Abc.net.au

«Quello di cui il paese ha bisogno più di tutto sono delle certezze e, avendo ottenuto il maggior numero di voti e il maggior numero di seggi alle elezioni, è chiaro che solo il Partito Conservatore e il Partito Unionista hanno la legittimazione e la possibilità di fornire quelle certezze, disponendo di una maggioranza nella Camera dei Comuni»

Theresa May

All’indomani delle elezioni politiche nel Regno Unito, in un discorso tenuto di fronte alla sua residenza di Downing Street, la prima ministra britannica Theresa May ha annunciato che proverà a formare un nuovo governo, fondato su un’alleanza politica tra il Partito Conservatore e il Partito Democratico Unionista (DUP).

Le elezioni di ieri nel Regno Unito hanno sancito la perdita della maggioranza parlamentare da parte dei Conservatori: il partito guidato da Theresa May è infatti passato dai 330 seggi di cui disponeva nella Camera dei Comuni a 318, meno del numero necessario (326) per poter governare da soli.

Nonostante il Partito Conservatore si sia confermato il primo partito del Regno Unito, il risultato elettorale rappresenta una sconfitta politica per May. Ad aprile, la prima ministra aveva indetto le elezioni anticipate nella speranza di aumentare il peso dei Conservatori nella Camera dei Comuni e di rafforzare la propria leadership all’interno del partito, per poter affrontare i trattati su Brexit con l’Unione europea da una posizione politicamente più solida. Tale speranza era confortata dall’ampio vantaggio di cui due mesi fa, secondo i sondaggi, godeva il Partito Conservatore nei confronti del secondo partito del Regno Unito, il Partito Laburista: circa +20%.

La campagna elettorale non è andata però come ipotizzato dai Conservatori: il Labour, guidato dal suo leader Jeremy Corbyn, ha ridotto di molto il distacco iniziale, conducendo una grande rimonta nel corso delle ultime settimane e arrivando ad ottenere 262 seggi e uno dei suoi migliori risultati negli ultimi 15 anni in termini di voti assoluti.

Come nota il Post, nei titoli dei giornali britannici che commentano il risultato delle elezioni ricorre molto la parola “gamble” (“azzardo”) e “fail” (“fallimento”).

«Theresa May ha indetto queste elezioni nell’interesse del suo partito, non del nostro paese» ha commentato Corbyn in un video rivolto ai suoi elettori. «Ma ha sottovalutato il Partito Laburista, e soprattutto ha sottovalutato voi».

Questo invece è il video del discorso di Theresa May.

Lo abbiamo tradotto in italiano:

«Ho appena incontrato Sua Maestà la Regina e ora formerò un governo.

Un governo che sia in grado di fornire sicurezze e di guidare la Gran Bretagna attraverso questo periodo critico per il nostro paese.

Questo governo guiderà il paese nei cruciali negoziati su Brexit che cominceranno fra soli 10 giorni e prenderà decisioni in accordo con la volontà del popolo inglese portando il Regno Unito fuori dall’Unione europea.

Lavorerà per mantenere la nostra nazione al sicuro attraverso quei cambiamenti che ho annunciato in seguito ai terribili attentati di Manchester e Londra, reprimendo l’ideologia dell’estremismo islamico e tutti coloro che la condividono, e conferendo alla polizia e alle autorità i poteri di cui necessitano per difendere il nostro paese.

Il governo che guido porrà giustizia e opportunità al centro di tutto ciò che farà, in modo da mantenere, tutti insieme, la promessa di Brexit e costruire nei prossimi cinque anni un paese in cui nessuna persona e nessuna comunità sia lasciata indietro, un paese in cui prosperità e opportunità siano condivise in tutto questo Regno Unito.

Quello di cui il paese ha bisogno più di tutto sono delle certezze e, avendo ottenuto il maggior numero di voti e il maggior numero di seggi alle elezioni, è chiaro che solo il Partito Conservatore e il Partito Unionista hanno la legittimazione e la possibilità di fornire quelle certezze, disponendo di una maggioranza nella Camera dei Comuni.

Continueremo a lavorare insieme ai nostri amici ed alleati, specialmente del Partito Democratico Unionista. I nostri due partiti godono da molti anni di una relazione forte e questo mi fa ben sperare nella nostra capacità di lavorare insieme nell’interesse di tutto il Regno Unito. Ciò ci consentirà di unirci come paese e di indirizzare le nostre energie verso un ottimo accordo su Brexit che funzioni per ognuno in questo paese, garantendoci un nuovo rapporto di cooperazione con l’Unione europea che ci assicuri prosperità a lungo termine.

Questo è ciò per cui la gente ha votato lo scorso giugno, e questo è ciò che otterremo. Ora mettiamoci al lavoro»