12 settembre – Steven Mnuchin

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foto via Cbsnews.com

«Se la Cina non dovesse rispettare queste sanzioni, noi metteremo nuove sanzioni e impediremo loro di accedere al mercato statunitense e internazionale in dollari, e questo è piuttosto significativo»

Steven Mnuchin

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità le nuove sanzioni contro il regime di Pyongyang. L’accordo prevede lo stop alla fornitura alla Corea del Nord di gas naturale e derivati del petrolio oltre la soglia di 500mila barili per tre mesi, dal primo ottobre al 31 dicembre, e oltre 2 milioni di barili all’anno a partire dal primo gennaio 2018. La risoluzione prevede poi il divieto dell’export di prodotti tessili, che sono la seconda maggiore esportazione del Paese, per un totale di 752 milioni di dollari, di cui quasi l’80% destinato alla Cina.

La bozza originale presentata dagli Stati Uniti per mezzo della loro ambasciatrice, Nikki Haley, era in realtà molto più dura. Tuttavia, il rischio che Russia e Cina potessero opporre il loro diritto di veto, mettendo in scacco l’intransigenza americana, ha convinto Washington a rivedere le proprie posizioni e a trovare un compromesso che fosse accettabile per tutti.

Nonostante la Corea del Nord potesse trovarsi in guai ben peggiori, oggi le sue autorità hanno reagito con furore alla notizia, minacciando nuovamente gli Stati Uniti. «Pagherete con le peggiori sofferenze», è stata la prima dichiarazione giunta da Pyongyang, a cui ha fatto poi eco un funzionario del governo nordcoreano che, parlando alla Cnn, ha detto: «Finché avremo il nostro arsenale nucleare, potremo garantire la sicurezza e la pace per il nostro Paese».

Gli Stati Uniti, che hanno dovuto fare un passo indietro di fronte alla ferma opposizione di Pechino e, in parte, anche di Mosca, si sono limitati a lanciare dei moniti verso gli altri membri del Consiglio di Sicurezza. In particolare, il Segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, ha avvertito la Cina che, qualora le sanzioni non venissero rispettate, potrebbero anche arrivare delle nuove sanzioni, tali da escludere Pechino dal sistema finanziario americano. «Se la Cina non dovesse rispettare queste sanzioni, noi metteremo nuove sanzioni e impediremo loro di accedere al mercato statunitense e internazionale in dollari, e questo è piuttosto significativo», ha detto Mnuchin.

Secondo quanto scrive l’agenzia americana Bloomberg, il prossimo novembre Donald Trump, nel corso del viaggio per partecipare ai vertici dell’ASEAN (Association of South East Asia Nations) e dell’APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation), si recherà anche in Cina. La Corea del Nord sarà sicuramente uno dei temi caldi di cui il Presidente americano dovrà discutere con Xi Jinping.

15 aprile – Choe Ryong-hae

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foto via Alchetron.com

“Risponderemo a una guerra totale con una guerra totale, e siamo pronti a lanciare attacchi nucleari nel nostro stile per rispondere a una guerra nucleare”

Choe Ryong-hae

Choe Ryong-hae, importante politico e ufficiale dell’esercito della Corea del Nord, ha dichiarato che la Corea del Nord è pronta allo scontro militare con gli Stati Uniti e i suoi alleati, nel caso le circostanze dovessero richiederlo. La dichiarazione di Choe Ryong-hae, cui il quotidiano inglese The Guardian si riferisce come al “secondo politico più importante della Corea del Nord”, giunge in occasione della parata militare organizzata nella capitale Pyongyang per celebrare l’anniversario della nascita di Kim Il-sung, nonno dell’attuale leader supremo Kim Jong-un e padre-fondatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea (questo il nome completo dello Stato asiatico).

Migliaia di soldati, accompagnati da carri armati e altri veicoli militari, hanno sfilato questa mattina in piazza Kim Il-sung (qui le foto di Associated Press). Durante le celebrazioni è stato esibito anche l’arsenale di missili balistici di cui disporrebbe la Corea del Nord: tra questi, secondo gli esperti, ci sarebbe anche quello che sembra essere un nuovo tipo di missile balistico intercontinentale, che è stato trasportato per le vie della capitale su un grosso autocarro.

L’esibizione di forza militare di Pyongyang rappresenta una esplicita risposta alle recenti operazioni militari decise dall’amministrazione Trump, tra cui i bombardamenti in Siria e in Afghanistan e l’invio di una flotta di navi da guerra nelle acque della penisola coreana. KCNA, l’agenzia di informazione ufficiale della Corea del Nord, ha affermato che tali operazioni sono la prova che Washington avrebbe scelto la via “delle minacce e dei ricatti”. “La grave isteria militare” dell’amministrazione Trump, ha continuato KCNA, ha raggiunto “un livello pericoloso che non può più essere ignorato”.